Marketing

Come costruire un Piano Marketing annuale per una Società Sportiva

Senza una direzione, anche il miglior marketing rischia di non portare risultati

Molte Associazioni Sportive Dilettantistiche svolgono durante l’anno decine di attività.

Organizzano eventi.

Pubblicano contenuti sui social.

Incontrano sponsor.

Realizzano open day.

Promuovono corsi.

Partecipano a manifestazioni.

Tutto questo è positivo.

Il problema è che, molto spesso, ogni iniziativa nasce come risposta a un’esigenza del momento e non come parte di un progetto più ampio.

È qui che entra in gioco il Piano Marketing Annuale.

Non è un documento pensato per complicare il lavoro della società.

È uno strumento che permette di trasformare tante attività scollegate in un’unica strategia.

Da dove si parte?

Il primo errore consiste nel chiedersi:

“Cosa facciamo quest’anno?”

La domanda corretta è un’altra.

“Dove vogliamo arrivare tra dodici mesi?”

Il marketing non inizia con le attività.

Inizia con gli obiettivi.

Ogni scelta successiva dovrà contribuire al loro raggiungimento.

Definire gli obiettivi

Gli obiettivi devono essere concreti e misurabili.

Ad esempio:

Aumentare gli iscritti del 15%.

Incrementare il numero degli sponsor.

Migliorare il tasso di rinnovo delle sponsorizzazioni.

Organizzare due eventi aperti al territorio.

Far crescere la community sui social.

Coinvolgere nuove scuole.

Sviluppare il settore femminile.

Ogni società avrà priorità differenti.

L’importante è evitare un errore molto comune.

Voler fare tutto.

Meglio pochi obiettivi, ben definiti, che un lungo elenco impossibile da realizzare.

Analizzare il punto di partenza

Prima di costruire il futuro bisogna conoscere il presente.

Quanti iscritti abbiamo?

Quanti sponsor?

Qual è il nostro budget?

Come comunichiamo?

Qual è la reputazione della società?

Quali sono i nostri punti di forza?

Dove possiamo migliorare?

Questa analisi permette di costruire un piano realistico e non basato sulle sensazioni.

Individuare il pubblico

Una società sportiva dialoga con molte persone diverse.

Atleti.

Famiglie.

Sponsor.

Scuole.

Istituzioni.

Media.

Volontari.

Ogni categoria ha esigenze differenti.

Per questo motivo il messaggio destinato ai genitori non sarà lo stesso rivolto a un imprenditore interessato a diventare sponsor.

Il marketing efficace parla alle persone giuste con il linguaggio più adatto.

Costruire il calendario annuale

Una volta definiti gli obiettivi diventa possibile pianificare l’intera stagione.

Settembre può essere dedicato agli open day.

Ottobre alla campagna sponsor.

Dicembre all’evento natalizio.

Gennaio ai progetti nelle scuole.

Marzo alla promozione dei camp estivi.

Maggio alla festa finale.

Giugno alla campagna rinnovi.

Ogni attività trova il proprio spazio all’interno di una programmazione coerente.

Il risultato è una società che comunica con continuità e non soltanto quando ne sente il bisogno.

Sponsorizzazioni e marketing devono camminare insieme

Uno degli errori più frequenti consiste nel separare il marketing dalla ricerca sponsor.

In realtà sono due facce della stessa medaglia.

Una società che comunica bene, organizza eventi, coinvolge il territorio e produce contenuti di qualità diventa automaticamente più interessante per le aziende.

Lo sponsor non acquista soltanto uno spazio pubblicitario.

Acquista un progetto credibile.

Ed è proprio il Piano Marketing che rende quel progetto visibile.

Il budget marketing

Ogni attività deve essere accompagnata da una previsione economica.

Quanto investiamo nella comunicazione?

Quanto negli eventi?

Quanto nella produzione grafica?

Quanto nei materiali promozionali?

Quanto nella formazione?

Il budget non serve a limitare le idee.

Serve a capire quali siano realmente sostenibili.

Anche una piccola ASD può sviluppare un ottimo piano marketing.

Ciò che conta è utilizzare bene le risorse disponibili.

Misurare i risultati

Ogni piano marketing dovrebbe prevedere alcuni indicatori di performance.

Numero di nuovi iscritti.

Numero di sponsor acquisiti.

Sponsor rinnovati.

Partecipazione agli eventi.

Copertura social.

Visite al sito.

Richieste di informazioni.

Coinvolgimento delle famiglie.

Ogni tre mesi è utile verificare se il percorso sta producendo i risultati attesi.

Se qualcosa non funziona, il piano può essere aggiornato.

Il marketing è un processo dinamico.

Il documento che accompagna tutta la stagione

Un buon Piano Marketing non viene scritto a settembre per essere dimenticato.

È un documento vivo.

Ogni mese registra ciò che è stato realizzato.

Ogni trimestre misura i risultati.

Ogni semestre permette di correggere la direzione.

Alla fine dell’anno diventa uno strumento prezioso per costruire il piano della stagione successiva.

Ogni esperienza migliora quella futura.

Il marketing crea valore prima ancora di generare ricavi

Molte società iniziano a investire nel marketing quando hanno disponibilità economiche.

Io credo che il ragionamento debba essere esattamente opposto.

È proprio un buon marketing a creare le condizioni per aumentare iscritti, sponsor, visibilità e relazioni.

Il ritorno economico arriva dopo.

Prima arriva la credibilità.

La mia idea di Piano Marketing

Quando costruisco un Piano Marketing per una società sportiva non parto mai dai social network o dalle campagne pubblicitarie.

Parto dalla storia della società.

Dai suoi valori.

Dal territorio.

Dalle persone.

Successivamente definisco gli obiettivi, il calendario, il budget, le responsabilità e gli indicatori che permetteranno di misurare il lavoro svolto.

Perché il marketing non è un insieme di belle idee.

È un metodo.

E come tutti i metodi funziona soltanto quando viene applicato con continuità.

Un Piano Marketing Annuale non garantisce automaticamente il successo di una società sportiva.

Ma aumenta enormemente la probabilità che ogni scelta, ogni investimento e ogni iniziativa vadano nella stessa direzione.

Ed è proprio questa la differenza tra improvvisare una stagione e costruire un progetto destinato a crescere nel tempo.

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